casa di accoglienza per bambini in XLAM a energia quasi zero


WonderLAD

Concorso internazionale di idee

Code
00
Years
2013|oggi
Status
Competition & uncompleted
Year
2014
Client
Pubblico
Location
Catania (CT)

Project by:
Arch. Ettore Mangione
Arch. Mirko Garufi
Arch. Fabrizio Russo

Team work:
Arch. Giuseppe Messina
Arch. Andrea Pulvirenti

Collaborators:
Arch. Ada Sinziana

La proposta di StudioFRA per il progetto WonderLAD si pone l’obiettivo di realizzare a Catania un luogo unico per i bambini che “incontrano la malattia”, facendo trascorrere i momenti tristi del percorso di cura attraverso esperienze ludico, ricreative e d’incontro.
Abbiamo immaginato un luogo capace di accogliere i piccoli degenti e le loro famiglie a 360 gradi, 365 giorni l’anno, ma anche forme d’integrazione con la città. WonderLAD non sarà solo uno spazio di accoglienza, ma diventerà un luogo “carico di mondo”, allo stesso modo in cui lo è Casa OZ a Torino.
WonderLAD grazie alla sapiente interazione tra le funzioni delle nuove strutture, la CASA, lo SPAZIO POLIFUNZIONALE e i GIARDINI, offrirà ai piccoli fruitori e alla città un’esperienza poliedrica che permetta di svolgere varie attività, garantendo una location all’avanguardia in termini di tecnologia, eco-sostenibilità, hospitality, interazione con la natura ed il paesaggio circostante.

 

logo

LA CASA accoglierà le funzioni principali di accoglienza dei degenti e tutte le attività di supporto come laboratori, sale studio, sala autonomia ma anche servizi, cucine e nursery.

LO SPAZIO POLIFUNZIONALE è una grande sala che “guarda” la CASA in grado di ospitare sino a 250 persone per manifestazioni, recital, cineproiezioni ma anche piccole attività quotidiane per i loro piccoli ospiti.
IL GIARDINO PROTETTO. E’ l’area con la maggiore relazione con l’ambiente, la macchia mediterranea dove passeggiare e giocare ma anche il paesaggio agricolo, dove ascoltare e imparare.
IL PARCHEGGIO. E’ l’area riservata ad autoveicoli ed autobus che stabilisce un collegamento con l’ambiente circostante minimizzando l’uso di componenti bituminosi ma incentivando l’uso di prati armati e tecniche di integrazione ambientale.

Buona parte del concept nasce da considerazioni di carattere energetico allo scopo di raggiungere i requisiti previsti i cosiddetti “Edifici a Quasi Zero Energia” di cui alle Direttive Europee 2009/28/CE e 2010/31/UE.

 


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